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Dante ispira Rauschenberg

Robert Rauschenberg, Canto XXXI: The Central Pit of Malebolge, The Giants

A illustrare la Commedia di Dante sono stati diversi artisti, ognuno con il proprio bagaglio storico artistico e con la propria sensibilità. Il primo esempio iconografico che ci viene in mente in relazione alla poesia dell’Alighieri è Gustave Doré, le cui illustrazioni hanno opportunamente trovato posto nei nostri libri del liceo. Anche Salvador Dalì esegue, nei primi anni ‘60, cento illustrazioni ispirate alla Commedia.

Robert Rauschenberg, Canto XXIII: Circle Eight, Bolgia 6, The Hypocrites

Canto XXIII: Circle Eight, Bolgia 6, The Hypocrites

Meno famosamente, ma producendo forse il risultato più sentito e originale, a cimentarsi nell’illustrazione dell’Inferno dantesco fu anche Robert Rauschenberg.

Robert Rauschenberg, Canto XXXI: The Central Pit of Malebolge, The Giants

Canto XXXI: The Central Pit of Malebolge, The Giants

Probabilmente sollecitato dalla cultura italiana durante il suo soggiorno a Roma e Firenze, Rauschenberg crea tra il ‘58 e il ‘60 una versione figurativa dell’Inferno molto personale, fatta di immagini della quotidianità. Attinge dalle riviste contemporanee senza ritagliarle: inumidisce la carta da disegno con un solvente e vi stampa le figure sopra. Poi interviene con il pastello e lascia impronte.

Robert Rauschenberg, Canto XIV: Circle Seven, Round 3, The Violent Against God, Nature, and Art

Canto XIV: Circle Seven, Round 3, The Violent Against God, Nature, and Art

Di Dante l’artista americano non illustra letteralmente i canti, piuttosto accoglie il sentimento esistenziale del poeta e lo attualizza usando immagini del suo tempo.

Robert Rauschenberg, Canto XVI: Circle Seven, Round 3, The Violent Against Nature and Art

Canto XVI: Circle Seven, Round 3, The Violent Against Nature and Art

Conoscendo Rauschenberg e la sua ricerca, si può dire che egli abbia cercato di far coincidere la poesia di Dante con la modernità, rendendo in questo modo l’opera dell’autore fiorentino non storicizzata ma universale, e volendo quindi ancora una volta far coincidere l’arte con la vita.