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L’emozione, la libertà e l’amore. L’importanza di essere autori secondo Květa Pacovská

Květa Pacovská, illus. for Jak Se Hraje Na Dvere a Jine Muzikantske Pohadky by Ilja Hurnik (Czech, 1973)

Un albo illustrato è un libro fatto di immagini, o di immagini e parole, può contenere anche pagine bianche e silenzi, pagine incollate o strappate e via dicendo. Un albo illustrato può essere fatto in mille modi, è un medium per raccontare una storia per immagini.

Narrare per immagini attraverso un albo illustrato, o picture book, ad un pubblico, che sia fatto di bambini o di adulti, costituisce una preziosa occasione di educazione allo sguardo. L’albo illustrato è uno strumento educativo finalizzato alla costruzione dell’identità e all’espressione individuale, è un’occasione per immergersi in un’esperienza sensoriale del vissuto esistenziale. Il linguaggio per immagini è il primo che adottiamo nell’infanzia per comunicare le nostre emozioni e la nostra primissima percezione della realtà. È un bagaglio che ci portiamo dietro fino all’età adulta e che resta incorruttibile, puro, alla base di ogni forma di comunicazione emotiva. Costruire una storia illustrata in perfetto equilibrio di immagini e parole è un’impresa che richiede capacità specifiche, regole e strutture solide ma flessibili.

Květa Pacovská, illus. for Jak se hraje na dvoře a jiné muzikantské pohádky by Ilja Hurník (Czech, 1973

Květa Pacovská, illus. for Jak se hraje na dvoře a jiné muzikantské pohádky by Ilja Hurník (Czech, 1973)

Una volta Květa Pacovská disse che un libro è «un’architettura. È uno spazio dato, chiuso» nel quale comporre «pagine vuote, tagliate, scritte o dipinte.» Dunque un albo illustrato è anche un’architettura.

Květa Pacovská è un’autrice ceca, classe 1928, che ha dedicato tutta la sua vita all’illustrazione e alla creazione di libri d’arte concettuale. A partire dagli anni Sessanta porta avanti una ricerca sull’ideazione dell’albo illustrato inteso come oggetto tridimensionale e tattile. I suoi dipinti e le sue sculture di carta sono stati esposti in musei e gallerie di tutto il mondo. I suoi libri sono stati tradotti in tantissime lingue. Ha insegnato alla Hochschule der Künste di Berlino, è stata Dottore Onorario di Design alla Kingston University e ha progettato importanti cataloghi come quello della Taipei International Exposition. Ma sin dall’inizio della sua carriera svolge un’intensa attività di educazione all’immagine e alla creazione degli albi illustrati.

Květa Pacovská, illus. for Jak se hraje na dvoře a jiné muzikantské pohádky by Ilja Hurník (Czech, 1973)

Květa Pacovská, illus. for Jak se hraje na dvoře a jiné muzikantské pohádky by Ilja Hurník (Czech, 1973)

Lo scorso aprile Pacovská ha tenuto il corso “La invención del héroe y su historia. Elaboración de un album ilustrado.” a Bilbao, presso la Fondazione Bilbao Arte, organizzato da The House Of Arts, associazione culturale italiana che promuove corsi sull’illustrazione, e Bonito editorial, una casa editrice indipendente spagnola.

Nuria Benítez, illustratrice spagnola che si fa chiamare redondo e che fa parte della squadra di estudio nariz, ha seguito il corso tenuto da Květa Pacovská. Nuria Benitez si occupa di illustrazione per l’infanzia e graphic design, si è formata alla Escuela de Arte Mateo Inurria di Cordoba, alla Università di Siviglia, dove si è laureata in Pubblicità, e in seguito alla EINA Centre Universitari de Disseny i Art di Barcellona, dove tuttora vive e lavora. Le abbiamo chiesto di raccontarci dell’incontro con Pacovská e quello che ne è venuto fuori sono degli appunti visionari sulle regole e sugli espedienti che reggono una storia per immagini. Pubblichiamo qui in anteprima anche alcuni suoi bozzetti del progetto elaborato durante il corso tenuto da Pacovská.


Tutto quello che mi viene in mente è pura emozione. Ho avvertito una felicità immensa, sembra che tutto abbia contribuito a farmi sentire così. E credo che questo aspetto sia il più decisivo, perché Květa come persona ti emoziona tanto quanto il suo lavoro artistico.
È stata chiara: lei è un’artista, non un’insegnate. Eppure, per me è stato abbastanza naturale apprendere dai suoi insegnamenti, sebbene questi non siano un vademecum di “regole del successo”. Chi non l’ha capito, e si aspettava proprio questo dal corso, è rimasto deluso.

Nuria Benítez, Caballo sin  herradura

Nuria Benítez, Caballo sin herradura

Quando le ponevano delle domande specifiche sulla sua tecnica, sembrava infastidirsi per il fatto di vedersi costretta a dare una risposta precisa. Alla fine, ricerca personale e costanza sono state tutto quello che ci ha trasmesso.
Ha pianificato il corso in un modo molto libero, non correggeva, bensì lasciava che ciascuno si avvicinasse a lei se aveva bisogno d’aiuto. Ed era critica, sebbene molto molto gentile, credo perché è consapevole della sua influenza, e perché come lei stessa ha ribadito, è importante che l’autore lavori, e lavori senza la pressione di un giudizio che lo possa ostacolare nel trovare la propria strada come autore. Ci ha raccontato della sua tenacia da giovane e di quando un editore le disse che disegnava male e che non sarebbe mai riuscita a far pubblicare le sue opere.

Nuria Benítez, Caballo sin  herradura

Nuria Benítez, Caballo sin herradura

Ho imparato molto da quei giorni, e la maggior parte di ciò che ho imparato non si può elencare, perché si tratta soprattutto di un arricchimento emozionale.
Tuttavia, vi lascio qui alcune idee che ho appuntato sul mio quaderno, in modo disordinato, sebbene scritte così possano risultare un po’ approssimative:

Il colore e la forma. La forma contiene il colore, e mostra la sua bellezza. Il colore dà l’atmosfera e l’emozione. Il colore a volte dà la forma.
– Nel suo linguaggio (di Květa) le forme sono pure. Il punto, la linea, il cerchio. Il quadrato.
I colori sono innamorati. Questo mi ha emozionato in particolar modo. C’è un video sul suo lavoro, in cui dei bambini visitano un’esposizione di Květa. I bambini partecipano poi ad un workshop, e li si sente dire tra le risate, mentre disegnano, “il giallo e il rosa sono innamorati”, “l’arancione e il rosso sono innamorati”… Fantastico!
Il contrasto: tra i colori, tra il vuoto e il pieno.
La necessità di essere coraggiosi e liberi sul foglio, poterlo strappare, poterlo manipolare.
La necessità che le opere per bambini mostrino il meglio (in tutta la loro grandezza), per l’enorme potere che esse hanno su di loro.
L’amore per le lettere, e i numeri, che usiamo quotidianamente e che sono eroi. Ognuna si può vedere, toccare, ascoltare…

Alla fine, tutto gira intorno all’emozione, alla libertà e all’amore.
E l’importanza del lavoro come autore.

Nuria Benítez