Cristina Portolano
VAV magazine - Hotel Sorriso, 2012 - Cristina Portolano VAV magazine - Hotel Sorriso, 2012 - Cristina Portolano

C. Portolano:
Da qualche anno, dopo essermi infoiata con il reportage e il fumetto di realtà ho capito che l'invenzione del vero funziona come criterio di apprendimento della realtà e il punto di vista del narratore non sempre coincide con quello dell'autore. Non credo, però, che chi conosce un po' della biografia dell'autore di cui sta leggendo un fumetto(o altro) sarà tentato dall'identificarlo col protagonista.

F. Cattani:
Il punto di vista ci si augura non sia sempre quello dell'autore. Quando lo è, dev'esserlo solo perché quel personaggio la pensa come l'autore: ma è un caso specifico, e non deve impedire di mostrare i possibili punti di vista degli altri personaggi. Anzi, la narrazione, per come la intendo io, è fatta proprio di questo, mettere in contrasto questi punti di vista.

C. Portolano:
Ultimamente mi stanno venendo molto a noia i fumetti autobiografici come i diari e le confessioni… proprio non li trovo utili al fine di comprendere l’umano, che penso sia il fine che dovrebbero avere tutte le opere, anche quelle più fantasiose. Non mi interessa la tua vita, a meno che non ti chiami Phoebe Gloeckner.

F. Cattani:
Cerco sempre di avere una visione di insieme della faccenda. Prima mi immedesimo nei bisogni di ognuno e poi li butto nell'arena e vedo come si scornano, o si accarezzano.

Francesco Cattani
VAV magazine - Troppi nemici, 2013 - Francesco Cattani VAV magazine - Troppi nemici, 2013 - Francesco Cattani
Francesco Cattani
VAV magazine - Cartolina dal Mare del Nord, 2013 - Francesco Cattani VAV magazine - Cartolina dal Mare del Nord, 2013 - Francesco Cattani

C. Portolano:
Sì, è un canale molto più libero, ma non necessita di meno disciplina. Anzi ne esige molta di più, perché nessuno ti obbliga a fare quello che fai. Lo stai facendo per te e perché senti l’esigenza di comunicare qualcosa: se non è per questo motivo, allora non fai autoproduzione.

F. Cattani:
L'autoproduzione è un buon modo per evolvere liberamente il proprio linguaggio, ma l'obiettivo poi dovrebbe essere quello di pubblicare per un editore capace di raggiungere più gente possibile.

C. Portolano:
Ho riflettuto molto negli anni in cui ho frequentato l'Accademia, a Bologna, e, dopo essere tornata dal mio erasmus a Parigi presso l'ENSAD, ho riscontrato un problema di fondo: la mancanza di laboratori e spazi adeguati per studiare le tecniche, vecchie e nuove, nelle scuole d’arte italiane. In tutte, anche in quelle in cui si spendono molti soldi, in cui per imparare a fare una piccola serigrafia devi aspettare il workshop e non puoi allenarti da solo in uno studio messo a disposizione per tutti.

F. Cattani:
La realtà però sta cambiando, sono sempre di più gli autori che promuovono il proprio lavoro su internet tramite blog e facebook, e così facendo arrivano ad avere un pubblico molto più vasto, e a vendere molte più copie rispetto ad autori affermati nel mercato dell'editoria classica.

Francesco Cattani
VAV magazine - Troppi nemici, 2013 - Francesco Cattani VAV magazine - Troppi nemici, 2013 - Francesco Cattani

C. Portolano:
Purtroppo il nostro paese non riesce a dare le stesse possibilità a tutti e questo è un dato di fatto. Ciò limita anche la sperimentazione e di conseguenza la qualità stessa delle cose che si promuovono. Mi sembra che si stia rendendo l'artigianato e il ‘saper fare’ una questione d'élite.

F. Cattani:
Detto questo, è chiaro che non tutti i tipi di fumetti sono adatti ad intrattenere il pubblico di internet. Probabilmente un lavoro più ‘sperimentale’, legato anche all'espressione visiva, al segno, sullo schermo può risultare meno interessante. Ma anche questo è tutto da vedere, siamo in una fase completamente nuova, che offre canali molto più aperti e al contempo molto più chiusi…

Cristina Portolano
VAV magazine - The 90 ghost bus, 2013 - Cristina Portolano VAV magazine - The 90 ghost bus, 2013 - Cristina Portolano
Cristina Portolano
VAV magazine - Kinodromo, 2014 - Cristina Portolano VAV magazine - Kinodromo, 2014 - Cristina Portolano

C. Portolano:
Ultimamente mi sto concentrando sulla rappresentazione sottoforma di ‘mappa’ di un viaggio che ho intrapreso ad agosto per conto del sito www.viaggiareibalcani.it. Terminato questo, mi dedicherò ad un fumetto sulla trasmissione dell'inaffettività genitoriale dalle madri alle figlie (femmine). E per questa storia sto ancora ricercando una cifra linguistica e un segno di cui poi non mi annoi e di cui rimarrò convinta a lungo. L'acquaforte è sempre con me, ma penso che per questo progetto non la utilizzerò. Invece nei ritagli di tempo studio bene la serigrafia e la bicromia. I colori e le infinite possibilità di sovrapposizione.

F. Cattani:
Sto lavorando in due direzioni. Per il nuovo libro cerco di semplificare al massimo il linguaggio, dando completo risalto ai personaggi e alla sceneggiatura. Parallelamente, porto avanti una serie di illustrazioni dall'impronta metafisica, con tonalità molto scure, ma di un nero non cupo, per così dire. L'aspetto surreale-metafisico non scaturisce da un ragionamento. È proprio un tentativo completamente affidato all'istinto di tradurre turbamenti e paure in immagini. Molti artisti in passato hanno lavorato così, e alcuni illustratori in questo periodo stanno riproponendo questo linguaggio.

Francesco Cattani
VAV magazine - Momento angolare, 2013 - Francesco Cattani VAV magazine - Momento angolare, 2013 - Francesco Cattani

C. Portolano:
Non sono mai andata bene a scuola, eppure mi sono scoperta molto studiosa, ma è solo perché sono anche molto curiosa.

F. Cattani:
Io non mi sento di far parte di un ambito in particolare, semplicemente porto avanti la mia ricerca. Sicuramente anche con riferimenti involontari o casuali, spesso nemmeno di tipo visivo, ma senza ispirarmi direttamente a nessuno.

* FINE *