Olimpia Zagnoli
Olimpia Zagnoli - Where we are shapes who we are - per The New York Times Olimpia Zagnoli - Where we are shapes who we are - per The New York Times

OZ:
Non saprei, è sempre magico quando un mio pensiero fatto a testa in giù viene stampato sulle pagine di un giornale, distribuito e una persona che vive in una villetta a schiera con un cane dall’altra parte del mondo sorride guardandolo.

Shout:
Trasmettere un messaggio in chiave metafisica è molto più difficile e al tempo stesso gratificante. Personalmente cerco di togliere il maggior numero di punti di riferimento di modo che la strada da prendere sia una sola, ma questo lo spettatore non lo deve capire, altrimenti l’immagine diventerebbe didascalica. Metto degli indizi che aiutino a leggere l’immagine ma al tempo stesso offrano l’opportunità allo spettatore di crearsi la propria interpretazione, valida per me tanto quanto quella originale.

Shout:
Il compito di un illustratore è di parlare a più persone possibili senza mai cadere nel banale. Il background dei miei lettori è eterogeneo credo, ma quando parlo a qualcuno il mio obiettivo è sempre quello di farmi comprendere con facilità. Se un editor, che è persona di lettere e non di immagini, capisce cosa voglio dire attraverso un’illustrazione allora anche l’art director, che è il mio referente all’inizio della commessa, è contento di utilizzarmi poiché non dovrà spiegare l’immagine a parole sue. Il processo è più veloce, e i tempi in questo mestiere (non solo in questo) sono tutto.

OZ:
Forse è perché sotto sotto siamo più simili di quanto non immaginiamo e facciamo tutti pensieri assurdi prima di addormentarci.

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Shout Alessandro Gottardo - Zen & Freud per The New York Times Shout Alessandro Gottardo - Zen & Freud per The New York Times

Shout:
Oggi capisco bene le differenze tra cliente e cliente, so come andare loro incontro senza snaturare il mio modo di comunicare. L'idea per un'immagine nasce tenendo conto anche di questi presupposti. So che per un giornale femminile i colori dovranno essere pastello e chiari con scarso uso del nero. Per uno politico il contrario, i colori devono essere forti e il nero può aiutare ad esaltare la drammaticità dell'immagine. I giornali finanziari preferiscono illustrazioni concettuali, simboliche e grafiche. I giornali sportivi ovviamente preferiscono la dinamicità, quelli di spettacolo l'ironia. E via dicendo.

OZ:
Ad alcuni piacciono le mie interpretazioni più letterali, ad altri invece quelle più inaspettate. Alcuni colgono dei riferimenti ad altro, altri credono che li abbia inventati io. Credo comunque che tutti abbiano odiato le scuole medie, si lavino i denti prima di andare a dormire (ne dubito, ma mi piace crederlo) e siano persone libere.

Shout:
Gli art director americani sostengono il plus valore dell’interpretazione aperta ma hanno sempre un occhio al brief di riferimento, non devi mai andare fuori tema, diciamo che più che aperta (come potrebbe essere un’immagine metafisica) sostengono l’aspetto surreale dell’immagine. La duplicità di interpretazione. Con gli europei è molto più complesso. In Europa si tende ad avere meno fiducia dell’illustratore, gli art director esercitano un controllo maggiore sull’immagine a partire dagli schizzi. In Italia ho poche collaborazioni ma molto positive. +

OZ:
Credo che questa sia la mia maggiore fortuna. Ovvero, nella maggior parte dei casi, i miei clienti capiscono che non seguirò quasi nessuna delle indicazioni che mi hanno dato e che farò di testa mia e sembrano essere felici così.

Olimpia Zagnoli
Olimpia Zagnoli - Who are hit men? per The New York Times Olimpia Zagnoli - Who are hit men? per The New York Times
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Shout Alessandro Gottardo - Nostalgia Shout Alessandro Gottardo - Nostalgia

Shout:
Il mio percorso di sintesi è stato dettato dall’esigenza di ottenere chiarezza in ciò che dicevo. Non ho sempre illustrato nel modo in cui sono conosciuto oggi. Il mio stile visivo è passato attraverso diverse tavole colore, diversi modi di disegnare le persone, diversi modi di disegnare gli ambienti, eccetera.

OZ:
Quando comincio a lavorare ad un’illustrazione il mio primo pensiero è: “Dunque vediamo, cosa non so disegnare?”.

Shout:
Soprattutto il mio linguaggio è passato attraverso molti disegni brutti. Se non ti rendi conto di aver fatto un brutto disegno non potrai mai farne uno bello.

OZ:
Dopo aver elencato mentalmente una serie di soluzioni potenzialmente di successo che però non saprei come realizzare, comincio a pensare a quelle che invece potrei fare. Ne elimino alcune, tengo quelle che ritengo di maggiore effetto e comincio a schizzarle velocemente sul retro di un foglio. A volte sono cinque, a volte una sola.

Shout:
La semplicità funziona sempre, nell’illustrazione, nell’arte in generale e nella vita di tutti i giorni. Oggi a mio avviso è ancora più importante. Siamo iper stimolati e iper connessi. Riuscire a farsi ascoltare in mezzo al chiasso non è semplice, ci riesci se quello che hai da dire è facile da capire e senza fronzoli. La semplicità è l’unica via per riuscirci, altrimenti è solo un’altra voce che grida in mezzo al caos.

OZ:
La semplicità funziona perché gli orpelli sono noiosi e non reggono il passare del tempo. Un palloncino rosso invece è riconoscibile dal 1931 ad oggi, un bacio è un bacio e un arcobaleno è sempre una cosa bellissima.

Olimpia Zagnoli
Olimpia Zagnoli - Romance at Arm's Lenght per Internazionale Olimpia Zagnoli - Romance at Arm's Lenght per Internazionale

Shout:
Se provi a disegnare una persona a solo segno, magari a matita, con braccia, gambe, naso, bocca e occhi, per quanto stilizzata, se traccerai il sorriso sulla faccia il disegno sembrerà avvicinarsi immediatamente al mondo della vignetta. Se invece eliminerai quel sorriso, o addirittura la bocca, si noterà che la persona assumerà un tono drammatico da spostarla drasticamente in un mondo lontano da quello delle vignette. Entrerà nel mondo dell’illustrazione.

OZ:
A volte quando non riesco a trovare una soluzione visiva e non so come andare avanti, faccio uno schizzo o scelgo una foto, la stampo e poi la taglio e la riduco in tante striscioline o quadrati.

Shout:
Cerco il modo migliore di realizzare il progetto anche a costo di abbandonare una più rassicurante cifra stilistica. +

OZ:
Muovendo i vari elementi e vedendo le cose da un nuovo punto di vista si possono scoprire soluzioni interessanti.

Shout:
È molto pericoloso considerarsi artisti quando stai realizzando un’illustrazione commissionata da un cliente. La sua esigenza di risolvere l’illustrazione per l’articolo deve essere messa al di sopra della tua esigenza di esprimere te stesso. Ho capito presto che le due cose non potevano andare a braccetto e ho fatto una scelta.

OZ:
Io vedo una distinzione solo tra ciò che è bello e ciò che è brutto e questo tocca qualunque ambito, dalla fotografia all’architettura.